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Quest'anno il 25 aprile e il 1 maggio avrebbero potuto non esistere più. Il governo Berlusconi ha provato a togliere le date della Liberazione e della giornata internazionale dei lavoratori. Non ci è riuscito; in compenso il governo Monti sta provando a cancellare una dei simboli delle lotte dei lavoratori: l'articolo 18.
L’eliminazione dell’Art. 18 significherebbe tornare indietro a prima del 1969; l’abolizione di esso spianerebbe la strada ai padroni per poter licenziare i lavoratori “più scomodi”, colpevoli di essere militanti, attivisti sindacali o semplicemente dipendenti inflessibili nel far rispettare diritti e regole sul posto di lavoro.
Stanno facendo pagare a lavoratori e studenti il prezzo della crisi dettato dalla Bce, capitanata da Draghi con il compiacimento di Confindustria: prima l’aumento dell’età pensionabile, poi liberalizzazioni e privatizzazioni, ora la riforma del lavoro.
Se qualcuno alza la testa, arriva la polizia a ricordare a suon di manganellate che la libertà di opporti ce l'hai solo sulla carta. Dove la polizia non può arrivare, mandano i fascisti. Questi signori, che magari raccontano la favoletta che stanno dalla parte degli studenti e dei giovani e che non importa il “colore” politico, poi accoltellano e picchiano studenti dei collettivi o in manifestazione e attivisti di sinistra. È il loro triste ruolo: servi del potere che colpiscono chi questo potere lo combatte.
Ma a lottare siamo sempre di più. A Milano il 31 marzo il corteo No Debito ha visto la partecipazione di militanti, lavoratori e studenti contro il pagamento del debito; il movimento No Tav continua a resistere contro contro l’utilizzo di denaro pubblico per un'opera inutile e dannosa. Soldi che dovrebbero essere investiti per le scuole, ospedali, case popolari.
Non accettiamo un 25 aprile “normalizzato”: la lotta contro i fascisti è la lotta contro i padroni e contro questo governo.
Uno splendido esempio lo danno i lavoratori delle cooperative che lavorano per Esselunga. In 25 sono stati licenziati solo per aver tentato di scioperare chiedendo condizioni lavorative migliori all’interno del posto di lavoro. Nonostante le prime due cause vinte, come alla Fiat di Melfi, Caprotti (il padrone di Esselunga) preferisce tenerli fuori in cassa integrazione (gli unici due su 125 operai) piuttosto che farli rientrare e farli vedere agli occhi dei colleghi come vincitori. Un presidio durato 6 mesi nonostante il freddo polare di questo inverno. Alla fine anche qui sono arrivati a mostrare la loro vera faccia: il sindaco del Pd di Pioltello ha fatto buttare giù con le ruspe e uno schieramento di poliziotti in assetto antisommossa degni di un G8 il tendone di ritrovo dei lavoratori in cui si discuteva e si organizzava la lotta. Volevano fermare la lotta, non ci sono riusciti. I lavoratori e varie realtà politiche organizzano un corteo politico e sindacale che sfilerà per le vie di Pioltello proprio il 1 Maggio, seguito poi da un’assemblea/comizio e un concerto finale in serata, per ridare alla giornata del 1 Maggio il suo vero significato, in difesa dei diritti dei lavoratori.
L’ultimo sciopero generale in Spagna, che ha visto la partecipazione di 2 milioni di persone, e le mobilitazioni in Grecia sono solo le prime dimostrazioni che il popolo non è più disposto a subire lo sfruttamento di un pugno di padroni!
Giovani Comunisti Milano |
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Fuori i fascisti da Cinisello!
L’amministrazione comunale di Cinisello ha concesso nuovamente lo spazio di Villa Ghirlanda all’associazione “culturale” Vox Populi per un'assemblea che si terrà la mattina di domenica 25 marzo. Vox populi non è altro che l’ennesima sigla dietro cui si nasconde il tentativo di penetrazione fascista sul territorio, in questo caso nei comuni di Sesto e Cinisello. Lo spazio è stato concesso nonostante lo scorso dicembre ci sia stato un presidio antifascista molto partecipato proprio in occasione di un'iniziativa simile. Le idee propinate da questa presunta associazione culturale non lasciano dubbi rispetto alle posizioni che difendono, dichiaratamente fasciste (basta andare sul loro sito per leggere articoli inneggianti a “Sua Eccellenza” Mussolini).
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Solidarietà agli operai delle cooperative dei magazzini Esselunga

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Dopo “salva Italia” e “cresci Italia”, ecco che
arriva il nuovo piano Monti: “reprimi Italia”!
Repressione: ecco una delle parole d'ordine che mostra il vero volto reazionario del nuovo Governo.
Non basta aver aumentato l’età pensionabile, tentato di distruggere qualsiasi forma di contratto nazionale iniziando dall'articolo 18, provato ad eliminare il valore legale del titolo di studio, benedetto la “linea Marchionne” che depenna la rappresenta sindacale dei lavoratori più combattivi sui posti di lavoro: “o sei d'accordo con me o il sindacato che ti rappresenta sta fuori dall’azienda”; continuato la strada delle liberalizzazioni, alias privatizzazioni, sulla strada già spianata dai precedenti governi di centrodestra e centrosinistra.
No, non basta tutto questo: occorre anche neutralizzare gli oppositori, le teste calde, quelli che non ci stanno, reprimere qualsiasi forma di contestazione al sistema.
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Giù le mani dal valore legale del titolo di studio!

Secondo una famosa canzone:”I sogni son desideri”. Dev'essere probabilmente l'adagio più cantato dai padroni nostrani prima di andare a letto. Dalla finanza agli enti locali, dalle leggi sul lavoro alla politica estera, non v'è campo in cui il governo Monti non proceda a testa bassa per assecondare i sogni della borghesia del nostro paese.
La scuola pubblica non poteva fare eccezione. E infatti pare proprio che non ne farà.
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Contro ogni fascismo
oggi come allora

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Dalla crisi al mondo nuovo

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Lavoro precario al Comune di Milano: diciamo basta!

L''intervista che pubblichiamo non è stata curata da un Giovane o una GiovaneComunista di Milano. E' stata prodotta e pubblicata dalla redazione del mensile FalceMartello. Ci sembra tuttavia significativa delle condizioni materiali di lavoro dei precari del Comune di Milano e di una mobilitazione che è cominciata tra mille difficoltà e nel silenzio generale. Pubblicandola vogliamo contribuire alla denuncia di queste condizioni e al sostegno della mobilitazione di questi lavoratori.
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Nidi comunali - Pisapia apre la voragine della privatizzazione

La riapertura di nidi e scuole comunali è stata inaugurata da una vera e propria doccia fredda nei confronti delle educatrici. Centinaia di lavoratrici precarie, che negli ultimi anni hanno partecipato a concorsi e selezioni e ottenuto con fatica l’abilitazione, hanno visto sfumare il posto di lavoro nel tempo di un decreto. Con “l’estensione d’appalto”, infatti, il sindaco Pisapia ha regalato centotrenta posti per educatrici alle cooperative, non rinnovando diversi contratti a tempo determinato e non passando in ruolo chi aveva vinto il concorso.
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Un oceano di differenze (da colmare)
Lezioni dal Cile per il movimento italiano

L’estate appena trascorsa ha visto l’esplosione del movimento studentesco cileno. Se è normale che la stampa non dedichi particolare attenzione a questo movimento, è un peccato che non lo facciano neanche le strutture studentesche italiane, visti i tanti insegnamenti che ci consegna. Proviamo con questo articolo a colmare almeno parzialmente questa lacuna.
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Solidarietà ai compagni di Trapani
Pochi giorni fa è stata recapitata a Vincenzo Morfino, segretario del circolo Prc “Mario Rostagno” di Trapani, una busta contenente un proiettile ed un foglio con minacce di morte. Questo vile atto intimidatorio segue di poco tempo un medesimo attacco subito dal coordinatore dei Giovani comunisti di Trapani, Francesco Bellina, a cui è stata forzata l'auto sotto casa.
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15 Ottobre: in ogni caso un passo avanti

Sono passati alcuni giorni dal corteo di Roma. A sangue freddo, è opportuno fare un bilancio ragionato della giornata. Non lo facciamo da cronisti né da opinionisti, ma da militanti che stanno nelle lotte giorno dopo giorno e che quando ripensano a ciò che è successo lo fanno per trarne le lezioni più utili.
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Noi non ci sentiamo in debito

Domenica 9 Ottobre i compagni e le compagne del Prc Dimitrov e dei GiovaniComunisti Milano daranno vita a una iniziativa di dibattito e di festa dalle 18.30 in preparazione della manifestazione nazionale degli indignati del 15 Ottobre a Roma. Quello che segue è il volantino dell'iniziativa.
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Piazza Selinunte: una lotta che parla a tutti

Il gruppo Facebook si chiama “La mossa della torre”. In effetti, paragonata a quella ambigua e obliqua del cavallo, rende l'idea: avanti, senza deviare. Così, quasi un anno dopo la lotta di Via Imbonati, il Comitato Immigrati di Milano è protagonista di una nuova protesta contro la sanatoria truffa.
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Permesso di soggiorno subito.
Sostieni la lotta dei lavoratori immigrati di piazza Selinunte!

Sabato 10 settembre due lavoratori immigrati sono saliti sulla torre della centrale energetica di piazza Selinunte per reclamare il diritto al permesso di soggiorno. Non è una lotta nuova a Milano. Quasi un anno fa altri due lavoratori erano saliti sulla torre della ex Carlo Erba per reclamare lo stesso diritto. In Italia il permesso di soggiorno viene fornito solo in presenza di un contratto d’assunzione regolare. Niente contratto, niente permesso.
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Dobbiamo Fermarli!
5 punti contro il governo unico delle banche

Già oltre 1.200 militanti sindacali, dirigenti e delegati sia della Fiom che delle altre categorie della Cgil, che del sindacalismo di base, di tutte le principali aziende del paese – a partire dalla Fiat e dalla Fincantieri – assieme a militanti del movimento ambientalista, no Tav, intellettuali e scrittori, professori universitari, hanno aderito all’appello “Dobbiamo fermarli”. Questo appello lancia 5 punti di politica economica sociale e democratica alternativi, sia alle scelte sinora attuate dai governi di centrodestra, ma anche a quelle dei governi di centrosinistra e, più in generale, alle decisioni dei governi delle banche europei.
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VAL DI SUSA: LA VALLE CHE RESISTE
 
Su quanto è avvenuto in Val di Susa nell'ultimo mese si è scritto tanto e si sono pronunciati tutti. C'è chi chiede che i manifestanti vengano processati per tentato omicidio, c'è chi ringrazia le forze dell'ordine per aver fronteggiato pericolosi sovversivi, c'è chi si spende per spiegare che ci sono manifestanti buoni e manifestanti cattivi. Scrivere quello che si è visto coi propri occhi il 3 luglio scorso in Val di Susa ha innanzitutto l'obiettivo di fare chiarezza.
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L'acqua non si vende, l'acqua si difende!

Il 12 e 13 giugno voteremo Sì per difendere l'acqua pubblica dal decreto Ronchi e per impedire la costruzione di nuove centrali nucleari. I GiovaniComunisti di Milano, insieme al circolo Prc Dimitrov, organizzano una giornata in difesa dell'acqua pubblica all'ex bocciofila di via Solari, 40.
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Privato è bello? Educatrici e bambini ne pagano le conseguenze
Intervista a due protagoniste della lotta dei nidi accreditati di Milano: Silvia Ghigginti (Rsa Cgil educatrici) e Titti De Simone (mamma che ha sostenuto la vertenza)

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Solidarietà a memoria antifascista!

Dopo le vergognose aggressioni fasciste avvenute a Tor Vergata e a Napoli, anche gli antifascisti milanesi sono stati al centro di una serie di vili aggressioni.
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